Progetto Cicero

Il maggiore medico e psichiatra Nidal Malik Hassan, si legge sul “Corriere della Sera”, è un fervente musulmano e un antimilitarista: “ha visto troppe volte gli effetti della guerra sui soldati”, sostengono i suoi parenti. Effetti drammatici sul corpo e nella psiche. Per questo, quando ha saputo che doveva andare in Iraq, ha ucciso dodici militari e ne ha feriti una trentina.
Questa è la notizia come la dànno i giornali: e si rimane sbalorditi. Come non si accorgono che la perorazione antimilitarista è assolutamente ridicola? Non è perché si è commossi dalle mutilazioni, dalle menomazioni e dalle morti in guerra che, per metterci rimedio, si provocano morti, mutilazioni e menomazioni.
Le spiegazioni più probabili sono: Hassan (che alla voce “nazionalità” ha scritto sui suoi documenti “palestinese”) è un matto fanatico; oppure un terrorista musulmano; o infine un matto fanatico terrorista musulmano intossicato da una “teoria” che nel mondo sembra essere etiologicamente alla base di molte nevrosi. E, purtroppo, di molti lutti.
E c’è un ulteriore aspetto negativo: episodi del genere rendono sospetti non solo tutti i musulmani ma anche i loro figli, pure nati nei Paesi occidentali come Hassan. Un bel risultato, veramente.

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